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IL MAESTRO SCONOSCIUTO: CAGLIOSTRO

"Io non sono di nessuna epoca né
d'alcun luogo; al di fuori del tempo e dello spazio, il
mio essere spirituale vive la sua eterna esistenza, e,
se m'immergo nel mio pensiero risalendo il corso delle
età, se estendo il mio spirito verso un modo di
esistenza lontano da quello che voi percepite, io divento
colui che desidero. Partecipando coscientemente all'essere
assoluto, regolo la mia azione secondo l'ambiente che
mi circonda. Il mio nome è quello della mia funzione
e io lo scelgo, così come la mia funzione, perché
sono libero; il mio paese è quello dove fisso momentaneamente
i miei passi. Datatevi da ieri, se volete, allungandovi
degli anni vissuti da antenati che vi furono estranei;
o da domani, per l'orgoglio illusorio di una grandezza
che non sarà forse mai la vostra; Io, io sono colui
che è... Eccomi: sono nobile e viaggiatore; io
parlo, e la vostra anima freme riconoscendo antiche parole;
una voce, che è in voi, e che aveva taciuto da
molto tempo, risponde all'appello della mia; io agisco,
e la pace ritorna nei vostri cuori, la salute nei vostri
corpi, la speranza e il coraggio nelle vostre anime. Tutti
gli uomini sono miei fratelli; tutti i paesi mi sono cari;
io li percorro perché, ovunque, lo Spirito possa
discendere e trovare una strada verso di voi
Come
il vento del Sud, come la rifulgente luce del Mezzogiorno
che caratterizza la piena conoscenza delle cose e la comunione
attiva con Dio, io vengo verso il Nord, verso la bruma
e il freddo, abbandonando ovunque al mio passaggio qualche
particella di me stesso, spendendomi, diminuendomi ad
ogni sosta, ma lasciandovi un po' di luce, un po' di calore,
un po' di forza, fino a quando io non sia infine fermato
e fissato definitivamente al termine della mia carriera,
all'ora in cui la rosa fiorirà sulla croce. Io
sono Cagliostro".
Cagliostro, 1786
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(Marc Haven,
Il Maestro sconosciuto: Cagliostro, pp. 352-353)
Nel Settecento, quando già il legno tarlato
e marcio della struttura sociale d'un Ancien Régime,
ormai esausto, cominciava a dare segni di cedimento
e si preparava a crollare rovinosamente, apparvero
in Europa, destando ovunque curiosità e sconcerto,
figure enigmatiche di Maestri spirituali. Iniziati
capaci di parlare ai cuori e alle anime il linguaggio
arcano dell'antica misteriosofia, ma anche d'incitare
al coraggio di esser fedeli alla tradizione sacra
della Sapienza Santa, andando oltre le forme che,
come morte spoglie, l'inesauribile creatività
estra-formale dello Spirito lascia dietro di sé,
quali vestigia e orme del suo eterno cammino. Come
emerse da un Centro spirituale segreto apparvero personalità
investite della missione di dare gli impulsi decisivi
per un'azione |
spirituale rinnovatrice della realtà
individuale e di quella sociale. Impulsi capaci di ricollegare
l'apparire
esteriore visibile con l'invisibile, di Alessandro, Conte
di Cagliostro, è stata per oltre due secoli denigrata
ed occulta Realtà Spirituale.
In Francia apparve la misteriosa figura di Martinez de
Pasqually, col suo Ordine Kabbalistico, in Italia rifulse,
invece, la luminosa personalità di Raimondo di
Sangro, Principe di San Severo, che con la sua "egiziaca"
loggia Perfetta Unione tanti impulsi dette al Risorgimento
spirituale e civile d'Italia. Ma sicuramente le figure
piú grandi, e piú misteriose, furono quelle
del Conte di Saint-Germain e di Cagliostro. La figura
di Alessandro, Conte di Cagliostro, è stata per
oltre due secoli denigrata ed infamata con le accuse piú
indegne. Egli percorse l'Europa, agendo con temeraria
audacia a scuotere dal sonno letale le anime prigioniere
d'una torpida inerzia, inconsapevoli della catastrofe
che, come una bufera distruttiva, stava per abbattersi
su un mondo che illusoriamente cercava il suo sostegno
nell'alleanza del Trono e dell'Altare.
L'azione di Cagliostro, che recava il carattere dell'assolutezza
dello Spirito, non conosceva l'opportunismo e la mediazione
di diplomatici tatticismi: essa si scontrò sia
con la volontà di potenza e di immobilismo del
clericalismo curiale, che con i pregiudizi e l'avversione
di una massoneria fatua e decadente. La sua azione fu
eroica e generosa: portò alle anime assetate di
conoscenza il pane degli angeli, come lo chiama Dante,
della Sapienza spirituale, e ai malati del corpo e dell'anima
la salute, la pace, la serenità.
La figura di Cagliostro fu diffamata all'inverosimile
dall'odio curiale e da quello ideologico. Persino gli
esoteristi presero raramente le sue difese, quando non
si unirono - come purtroppo frequentemente è avvenuto
- alla canea schiamazzante dei diffamatori e degli ingiuriatori.
Di questa situazione ne hanno approfittato cinici gazzettieri
per diffondere ovunque libelli derisori nei quali, con
calunnie e irrisioni, si sforzano di gettare letame su
di lui e su ogni valore spirituale.
Le uniche personalità di rilievo che in campo esoterico
difesero, coraggiosamente, senza riserve e senza compromessi
il Conte di Cagliostro furono Arturo Reghini, Rudolf Steiner
e Marc Haven. Quest'ultimo fu autore, ai primi del Novecento,
dell'unica biografia che felicemente unisce un eccezionale
rigore critico e documentario con una rara penetrazione
spirituale. Questa biografia, col titolo Il Maestro sconosciuto:
Cagliostro, appare ora, per la prima volta tradotta in
italiano, e mostra la figura del grande Iniziato in tutta
la sua luminosità, in tutta la sua grandiosa eroicità.
Il Dr. Marc Haven non era un intellettuale erudito, anche
se la sua erudizione ad un certo punto era divenuta leggendaria:
come detto nella Prefazione del libro, egli era un asceta
adamantino. Scrisse Il Maestro sconosciuto: Cagliostro
sia per rendere giustizia al grande Maestro ermetico e
rosicruciano, sia per offrire al cercatore coraggioso
un sentiero che lo avvicini all'aurea via dell'Iniziazione.
Il libro è stato arricchito nella parte documentaria
ed indica gli aspetti salienti della via "egizia"
di Cagliostro che in forma nuova - ma anche, inaspettatamente,
interiormente identica - possono parlare all'asceta impegnato
nella Via del Pensiero Folgore.
Silvano Mirami

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