ALCUNE RECENSIONI




L'Arena di Verona del Lunedì 13 Marzo 2006

Mario Pinzi ha presentato venerdì, 10 marzo, il suo primo thriller «L’editore»«Questo romanzo rappresenta la realizzazione di un sogno meditato in gioventù, quando ai miei primi approcci con la carta stampata, annotavo tutto le mie esperienze su un taccuino».
Esordisce così il giornalista emiliano Mario Pinzi, durante la presentazione alla libreria Le giubbe rosse de L'editore (CambiaMenti), il libro con il quale ha esordito nelle vesti di romanziere.
Giunto alla seconda edizione, il volume è un thriller che supera i confini del genere per trattare soprattutto di valori «quelli veri, autentici, che oggi forse vanno scomparendo. Uno su tutti, l'amicizia, ma anche la serietà professionale e l'impegno», come dice l'autore stesso intervistato dall'attore Alessandro Pilloni, che alle domande ha alternato la lettura di alcuni brani tratti dal romanzo.
L'amicizia dunque, è il legame forte che tiene uniti al protagonista Christian Cherell, l'editore più importante di Parigi, i suoi vecchi compagni di liceo anche quando alle avventure giovanili si sostituiscono vicende di politica internazionale, intrighi della malavita organizzata e dinamiche di alta finanza. «L'amicizia infatti- dice Pinzi- non si esaurisce nella lontananza, ma quando si scompare nel ricordo dell'altro».
Il giallo si apre sulle esequie del protagonista, decisione insolita per un giallista che cala subito tutte le carte rinunciando ai tradizionali colpi di scena.
La vicenda poi si snoda a ritroso, e il lettore scopre un po' alla volta la figura di Charell e la storia della sua folgorante carriera, attraverso le parole stesse del protagonista che raccolte in un memoriale, capitano nelle mani della figlia il giorno dopo il funerale.
«Mi sono immaginato il mio di funerale e ho pensato come sarebbe stato per mia figlia leggere le mie memorie», spiega Pinzi. «Il romanzo si è poi sviluppato un po' alla volta, mentre scrivevo, senza che avessi in mente una trama precisa».
E sono tornati a galla molti dei personaggi che Pinzi, alle prese con i primi servizi giornalistici, aveva incontrato all'inizio della sua carriera: clochard, prostitute e una meravigliosa ragazza rom. Le loro storie tornano nel libro, romanzate e ambientate a Parigi, ma con un fondo di verità: «il giallo, in fondo, è stata la scusa per raccontare la mia storia, e per raccontare quelle che più mi erano rimaste impresse dei molti personaggi che ho conosciuto».
Il risultato è un thriller avvincente arricchito anche da un risvolto benefico: i diritti d'autore saranno devoluti per l'acquisto di un cane guida per una ragazza non vedente. «Penso che sia più utile devolvere i guadagni del libro per migliorare la qualità della vita di una ragazza non vedente, che non tenerli per me che un lavoro, in fondo, ce l'ho già» ha concluso il giornalista Mario Pinzi.
Silvia Bernardi

 


 

La Repubblica


Il Sole24 Ore

 


Thrillermagazine





 




 

ANSA del 23 Settembre

(ANSA) - BOLOGNA, 23 SET - Esce a ottobre in libreria il
primo romanzo del giornalista Mario Pinzi, riminese di nascita,
bolognese d'adozione. Si intitola ''L'Editore'' il giallo-noir
ambientato a Parigi, pubblicato dalla casa editrice bolognese
''CambiaMenti''. L'autore devolvera' i suoi guadagni
all'acquisto di un cane guida per una ragazza nonvedente.
Nel libro, Christian Cherell, personaggio di prima grandezza
della cultura e della finanza francesi, e' stato barbaramente
ucciso. Chi e' l'assassino? Qual e' il suo movente? Il piu'
classico dei gialli, si dira': ma attenzione. Perche' attorno a
questo fil-rouge cosi' tipicamente di genere, pagina dopo pagina
si vanno intrecciando, sempre piu' fitte e avvolgenti, trame di
altre vite e di altre morti, storie di uomini e di luoghi,
vicende che cominciano e non finiscono, che vengono lasciate
aperte, volutamente insolute. Di capitolo in capitolo
l'interrogativo iniziale si va stemperando per lasciare spazio a
narrazioni corali, ritratti di gruppo, descrizioni di personaggi
indimenticabili come Vagabonda, la splendida rom amata da
Christian. Vicende di politica internazionale, intrighi della
malavita organizzata, dinamiche di alta finanza, spaccati del
mondo del jet-set e, soprattutto, una meravigliosa Parigi di un
futuro prossimo venturo, ne sono la solida, armoniosa cornice.
Il racconto procede di per se' cosi' ammaliante che ''trovare il
colpevole'' si fa via via sempre meno urgente, al punto che
''chi ha ucciso Christian Cherell?'' pare quasi un pretesto per
dire ben altro, e ben di piu'. Eppure la tensione da giallo c'e'
tutta, merito anche di una costruzione narrativa sapiente e
originale. (ANSA).


EMILIANET-CULTURA