Qui potete leggere qualche pagina del libro

 

"Nel momento in cui il mondo doveva sorridermi, un uragano si è abbattuto sul mio destino, facendo naufragare improvvisamente la mia vita in un abisso così profondo che solo un miracolo potrà farmi riemergere. Nella galera dove ingiustamente mi trovo, sto accumulando un rancore per le istituzioni così fercoe che non ha eguali. Dare espressione e forma compiuta a quest'odio è l'unica ragione di vita che mi è rimasta.

Del resto chi è fuori di qui non se la passa molto meglio di me: pensa di essere libero e invece si trova in un'altra prigione, anche peggiore della mia. La verità è che siamo tutti nel braccio della morte, tutti tenuti in vita semplicemente per assolvere al nostro compito di comprare e consumare, alimentando così un Dio Denaro che si nutre dei nostri giorni e di tutti i nostri sogni.

Penso a mio padre che si dannava l'esistenza per uno stipendio che bastava appena all'acquisto di beni di prima necessità; penso a tutti coloro che rincorrono il soddisfacimento di bisogni inutili, così come quotidianamente, nelle forme più subdole, viene loro imposto; e mi dico che almeno in questo io - sottratto a forza alla socità civile - sono più fortunato di loro. In questa gabbia per cani arrabbiati io ascolto il pianto degli uomini che sale dalla mia radiolina Geloso, e intanto penso che se muore tuo padre per un'ingiustizia, se viene violentata tua sorella, se tua figlia viene uccisa da un medico incapace, tutti fanno finta di niente e i morsi del dolore li devi sopportare nel silenzio della tua solitudine.

Questa inetta società, se mai riconquisterò la libertà, dovrà maledire il giorno in cui è nata, perchè la combatterò con tutte le mie forze, usando le sue stesse subdole armi, lecite e illecite, per ferirla mortalmente, facendole perdere credibilità agli occhi di tutti coloro che la compongono. Ho già passato più di tre anni in questa fogna puzzolente - altri quattro li ho fatti in riformatorio - e sono sopravvisuto grazie ai libri, allo studio: mi sono da poco laureato in legge. Oggi ho deciso di scrivere la mia storia per non impazzire, nella speranza che il buon Dio mi aiuti.

Mi chiamo Emanuele Galvani e sono entrato in carcere a soli diciotto anni(...)"