PERCHE' QUESTA SEZIONE
Oggi tutti si lamentano del "sistema" che non funziona, vedono tutti i suoi difetti, lo criticano, cercano di eliminarli, ma nessuno riesce a modificarlo... da più di 200 anni! La critica è sempre distruttiva... e la realtà sociale lo dimostra ampiamente.
Questa raccolta di testi vuole aiutare tutti i movimenti che si occupano del "sociale" mettendoli in condizione di capire perché l'insuccesso è inevitabile... se non si comprende il "meccanismo istituzionale perverso" oggettivo che tutto rovina.
Nel libro Mail da Furbonia, nelle FAQ e nelle Osservazioni lo identifico, pur con linguaggi diversi, nel sopravvivere dello Stato moderno (nato dalla Rivoluzione Francese) nella sua forma giurassica: lo Stato sociale unitario... che intreccia in un nodo mortale le tre aree sociali (cultura,diritto, economia) privilegiandone una a discapito delle altre due, rendendole parassitarie della prima.
Tuttavia non si può dire tutto in una volta sola e nel prossimo libro, che sarà pubblicato quest’anno 2010 in autunno, illustro l’altro aspetto oggettivo ignorato (perché tenuto nascosto a tutti) e che identifico nella Legge sociale dello Slittamento laterale degenerativo (Sld-).
Secondo la quale ciò che non si ferma nella propria area sociale (ossia ogni cosa, ogni riforma, ogni idea per risanare la società) slitta lateralmente nell’area sociale successiva e degenera: ad esempio, ‘l’elemento culturale (personale) della salute mentale/corporea del singolo’ (ovvero mens sana in corpore sano)… degenera nel ‘diritto (pubblico) alla salute del cittadino’ e poi, slittando ancora… degenera nel ‘business (privato) del farmaco’.
E qui si può cominciare a intravvedere il perfido “gioco di squadra” delle due leggi sociali di base: come operano in sinergia nell’attuale Stato monodimensionale unitario. Siccome la Legge sociale dell’Unitarietà delle tre aree (Uas+) illustrata in Mail da Furbonia coll’intrecciare istituzionalmente cultura, diritto, economia distrugge ogni possibilità di erìgere barriere qualitativo- funzionali tra le tre aree, lo slittamento degenerativo continua inarrestabile… fuori dal perimetro sociale (fuori dal tavolo).
Lo slittamento continua perciò su di un piano sub-umano, su di una ‘sub-mensola sociale’, per così dire, e questo finalmente ci spiega l’attuale infernale caos sociale e come mai ogni valore/riforma si inverta ormai nel suo esatto contrario… in ogni campo.
Ad esempio il ‘business (privato) del farmaco’ – che è già pericoloso di suo ed è reso una tentazione irresistibile per chiunque dalla quotazione in borsa valori delle società farmacèutiche – diventa ‘abuso (privato) del business del farmaco’, il ‘diritto (pubblico) alla salute’ diventa ‘obbligo giuridico (pubblico) per il cittadino di non sottrarsi a vaccinazioni o pratiche sanitarie oggettivamente pericolose per la salute’ e, in ultimo, l’elemento culturale positivo della ‘cura informata (personale) della propria salute mentale/corporale’ si inverte nella più devastante e pilotata idolatrìa farmacèutica (personale) per il singolo individuo, tenuto nell’assoluta ignoranza circa le conseguenza collaterali debilitanti delle campagne di prevenzione e di cura delle epidemìe (falsamente comunicate come l’unica possibilità, circa la salute, per…‘difenderla’!).
Grazie alla conoscenza di queste due leggi sociali oggettive (non ideologiche, morali o religiose), poiché non viene difesa la socio-diversità delle tre aree (mancano infatti le barriere funzionali qualitative tra di loro) e poiché nell’attuale Stato moderno monodimensionale le tre aree non sono autonome, ma gerarchicamente subordinate, il risultato è che lo Stato moderno è sempre più diventato… lo "Stato del ricatto continuo".
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Finalmente possiamo capirlo: dobbiamo rendere autonome le tre aree sociali. Solo allora ogni movimento, ogni persona responsabile potrà far valere le sue giuste rivendicazioni a vantaggio del bene comune.
L' Apòlogo di Ischémio Ingrippa
Se Menenio Agrippa si fosse reincarnato ai giorni nostri, e come studente stesse consultando sul web Wikipedia , per approfondire il tema del suo apòlogo e collegarlo alla realtà attuale, si accorgerebbe subito che duemilacinquecento anni fa il buon senso della plebe romana aveva colto la verità ìnsita nella breve storia raccontata da lui...