CambiaMenti
ringrazia la rivista per la bellissima recensione curata
e avvincente.
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Perfidi
scambi di email
per ragionare sul futuro
di Emanuela Catania
Una
mefistofelica corrispondenza tra due diavoli racconta
i mali del mondo
e aiuta a meditare sul destino di unumanità
ogni giorno più senza scrupoli
Intercettazioni
telefoniche, intercettazioni telematiche, immagini satellitari
Indubbiamente il nostro millennio si è aperto
allinsegna dello spionaggio, come testimoniano
anche i format proposti dai media, improntati, prevalentemente,
sulla logica del reality e quindi, appunto, sullindiscreta
osservazione di altre vite più o meno consapevoli
della violazione della loro privacy.
Proprio di intercettazioni parla il libro di cui ci
occupiamo, con una caratteristica, però, senza
dubbio innovativa, che esula dallinflazionato
cliché dello spionaggio, per proporre qualcosa
di veramente inimmaginabile e divertente.
Lautore del nostro libro si trova ad essere spettatore
involontario (intercettatore, appunto) di uno scambio
di mail tra due personaggi quanto mai insoliti: i due
diavoli Giunior Dabliu e Malacoda, rispettivamente nipote
e zio.
La raccolta di queste lettere elettroniche scritte tra
diavoli è intitolata Mail da Furbonia, libro
edito da CambiaMenti (pp. 256, € 14,00), ove Furbonia
è il nome della prestigiosa università
frequentata da Giunior Dabliu per diventare top
manager della tentazione, acquisendo il master
in damnatio administration. Autore di questo ironico
ed innovativo testo è Andrea di Furia, esperto
di marketing, comunicazione e giornalismo.
Dialoghi
mefistofelici per redimere lumanità
Certo
che ne hanno di cose da dirsi i nostri diavoli se, con
i loro dialoghi, si è potuto riempire un intero
libro! In realtà, più che di dialoghi
si tratta di monologhi, essendo sempre il nipote che
scrive allo zio per informarlo sulla vita alla Furbonia
University, fatta eccezione per la mail di chiusura,
nella quale, finalmente, lo zio Malacoda dice la sua.
Ma cosè che viene insegnato in questa università
per diavoletti? Quali esami le inesperte e giovani malefiche
creature devono sostenere? In primis, imparano a condurre
ogni uomo o, come Giunior Dabliu scrive, ogni «cavia
umana», sulla strada della perdizione.
Tuttavia, per fare ciò, non avranno bisogno di
costringere nessuno. Basterà dare il la,
e le cavie umane si rovineranno con le loro stesse mani.
Ed ecco che allingegno del mefistofelico personaggio
è attribuita la concezione delle peggiori brutture
della nostra società, nella realtà ideate
e spesso, ahimè, messe in atto non da diavoli,
ma da uomini.
Di queste brutture si parla nelle lettere di Giunior
Dabliu, sempre fortemente ironiche e divertenti (complice
lutilizzo di un linguaggio diabolico a tratti
improbabile), ma che toccano anche temi di seria valenza
sociale e costituiscono, in fin dei conti, un excursus
sui principali problemi del nostro tempo. Qualche esempio
tipico di un linguaggio satanico? Il diavolo-studente
scrive «a menartiglio» invece che a
menadito, scrive «ad malora» invece
che ad maiora e, quando gli scappa uno «speriamo
bene», rettifica immediatamente in «speriamo
male».
Proprio questa ironia è, probabilmente, la maggiore
bravura del nostro autore, capace di farsi leggere col
sorriso sulle labbra pur dicendo cose molto serie e
che riguardano il futuro del mondo.
Ma di quali nefandezze stiamo parlando? Quali sono questi
aspetti della nostra realtà talmente degradanti
il cui concepimento possa essere addirittura attribuito
a creature degli inferi?
Lautore ne passa in rassegna molteplici: i problemi
legati ad organi internazionali quali lOnu (che
non si sa più bene se sia stata istituita a tutela
dei deboli o a servizio dei più forti), il difficile
rapporto tra Occidente e Oriente, la guerra preventiva,
i conflitti religiosi e le aperte questioni del dibattito
scientifico. Proprio su questultimo tema è
interessante citare un brano del testo particolarmente
significativo e rappresentativo dello spirito del libro
nel quale Giunior Dabliu, parlando degli scienziati
umani, afferma: «Non hai idea di come li faremo
divertire nei loro laboratori per suscitare topi con
le branchie, moscerini della frutta con estinte corporeità
giurassiche o sgambettanti pollastri con i dentoni.
Grazie a noi della Furbonia University locchio
della scienza è inchiodato a conoscere solo un
lato dellevoluzione delluomo, quello meramente
fisico!»
Diaboliche
maldicenze per aiutare i lettori ad orientarsi nel mondo
Lautore
riesce, con linvenzione di un divertente gioco,
a scorporare il male dalla natura umana e a mostrarcelo
come se provenisse dal di fuori, essendo generato dallintervento
di orripilanti creature infernali che, con le loro arti
malefiche, interferiscono con la tranquilla vita dellumanità
impedendo al mondo di orientarsi verso il bene.
Quanto fa rabbia tutto ciò? Verrebbe voglia di
farli fuori i due pur simpatici diavoletti quando raccontano
come riescono a spingere i mortali sulla strada della
perdizione!
E quanto è frustrante, poi, riaversi dalla lettura
e capire che non esiste nessun diavolo, e che tutto
il male del mondo e tutto ciò che contribuisce
alla rovina dellumanità è opera
delluomo stesso che tende, sempre più,
allautodistruzione?
È questa la sensazione che resta dopo la lettura.
La sensazione che sia inverosimile ed assurdo che le
«cavie umane» siano pari, se non superiori,
quanto ad immoralità, ai due demoni protagonisti
del libro. Anzi, che quei demoni, in ultima analisi,
non siano affatto più diabolici degli uomini
che, quindi, risultano diavoli essi stessi.
Così, parlando del male e di creature malefiche,
lautore vuole, e certamente vi riesce, impartire
una lezione di moralità e fornire ai lettori
una sorta di vademecum per orientarsi in un mondo che
sembra andare verso lautoannientamento.
Proprio questa è la conclusione a cui è
giunto il prefatore del libro Fulvio Di Lieto: «Che
sia dunque questa lallusione dellAutore,
e che cioè dietro le allegorie e le metafore
contenute nello scambio epistolare tra Giunior Dabliu
e suo zio Malacoda [
] si celi un ammaestramento
per lumanità impazzita di oggi? Che il
dossier Furbonia valga quindi come avviso,
ammonimento, segnale per indicare luscita di emergenza
dalledificio della civiltà che sta bruciando
col fuoco di un inferno alimentato dalluomo stesso
e dalla sua maldestra sicumera di apprendista stregone?»
Chissà, resta da chiedersi, se avendo davanti
agli occhi lincarnazione del male gli si sparerebbe
o vi si scenderebbe a patti. Chissà
soprattutto
se si considera che, nellincarnarsi, il male potrebbe
assumere sembianze umane.
Emanuela
Catania
(Rubrica a cura di Giorgia
Martino)
(www.scriptamanent.net, anno V, n. 41, aprile 2007)
