Argomento
ll termine "rapsodia" significa "episodico, frammentario, discontinuo". Nell'antica Grecia, infatti, il rhapsoìdós era colui che "cuciva il canto" (da rhàptein,"cucire", e oidé,"canto").
Il rapsòdo recitava poese, accompagnandole con la musica, in particolare dei poemi epici,specialmente quelli omerici, l'Iliade e l'Odissea.
Questa figura comparve nel V secolo a.C. e somiglia a quella più antica dell'aedo. Ma quest'ultimo componeva e cantava poemi originali, il rapsodo cantava poemi che gli erano stati trasmessi da altri. Si dice che, in tempi moderni, fu Liszt a inventare il termine "rapsodia" per le sue "Rapsodie ungheresi".
Rapsodia è una composizione fatta di pensieri in forma poetica, riflessioni, considerazioni, poesie vere e proprie, e infine di una rappresentazione teatrale. Ciò che trascorre attraverso tutta la composizione, è l'Amore o meglio, come dice Dante, "l'Amore che move il Sole e l'altre Stelle" (XXXIII canto del Paradiso).
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1 Pretesto per leggerlo
"In queste pagine sono i pensieri, le idee, i ritmi che sono affiorati in me nel corso della mia vita dal 1973 al 1996 e che scrivevo su quaderni, spesso a matita. Ciò che si dipana in queste pagine è storia dell’anima e dell’Io, non del corpo. Come tale, al di fuori del tempo e dello spazio, anche se, in rari casi, un pensiero, un’idea o un ritmo hanno una data precisa. Sono frammenti, l’uno all’altro uniti da quel “filo di Arianna” che è stata ed è la mia vita: come una rapsodia.
È la storia di un destino spirituale che faticosamente cerca di compiersi, vincendo le forze contrarie della Terra. È perciò una favola: quella della principessa addormentata che da sempre attende colui che la svegli, sciogliendo il sortilegio della puntura di spina che nel sonno la fa soffrire. E ancora maggiore è la sofferenza, man mano che il risveglio si compie, poiché deve vincere il torpore gravoso che tiene inchiodati alla terra.
È la storia di ogni anima che aspira alla Luce.”. "Alda Gallerano
Autrice:
Già ricercatrice presso l’Orientale di Napoli, redattrice di saggistica e scolastica, ha collaborato con dei periodici. Oltre ai lavori scientifici sulle religioni orientali, ha pubblicato, con G. Burrini, L’antroposofia (Xenia 1996), Padre nostro che sei nei cieli – Le più grandi preghiere di tutti i tempi e di tutti i paesi (Bompiani 1998), Pagine d’amor platonico (Edilibri 2002), Il karma (Xenia 2005). Nel 2014 è uscito Rosa era l’alba – Storie di donne del Sud (Il Calamaio), nel 2015 Il Menestrello racconta e nel 2019 In principio era il Verbo sempre edito da CambiaMenti.